I TORTELLINI DI VALEGGIO SUL MINCIO

In principio era l'agnolin o il nodo dell'amore. Tondo, pasciuto, con la pancia sempre piena. Il segreto della bontà di questo piatto è l'altissima qualità e la freschezza delle materie prime e soprattutto l'uso del Bianco di Custoza per preparare l'impasto.
La ricetta prevede per il ripieno un soffritto di cipolla, carote, sedano, rosmarino, carne di maiale, manzo e vitello, pollo, una manciata di fegatelli e durelli di pollo, uova, Bianco di Custoza doc e sale. Per la sfoglia: farine scelte di grano doppio 0, uova e soprattutto olio di gomito per tirarale fine fine col matterello.Ogni ristorante poi ci mette un pizzico di fantasia e un tocco personalizzato.

tortellini di valeggio
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olio di oliva verona


OLIO DI OLIVA


Ai limiti estremi della conservazione della specie (è il luogo più a Nord che consente la presenza dell’olivo), nella suggestiva cornice del lago di Garda, appena intravisto dai frettolosi turisti ed assai apprezzato da quanti sono ormai di casa nell’area, vive e fruttifica l’olivo.
Caratteristiche:
E’ tra i migliori in Italia. Presenta un’acidità di acido oleico inferiore a 0,60% e mantiene uno stato di freschezza a distanza di diversi mesi dalla data di produzione. Si tratta di olii organoletticamente eccellenti e merceologicamente pregevoli, in quanto esenti da residui antiparassitari, rigorosamente controllati da una commissione di esperti che periodicamente assaggiano e rendono idoneo il prodotto.
Le caratteristiche organolettiche dell’olio sono le seguenti:
-colore verde-oro da intenso a marcato, per elevato contenuto di clorofilla
-profumo delicato di fruttato leggero di varie intensità;
-assenza di sapori e odori anomali, fruttato con sensazione di mandorla dolce.

agriturismo verona
 
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IL MONTE VERONESE
Tra i prodotti tipici della Valpolicella troviamo: salami, soppressa, selvaggina ...
Di rinomata qualità sono inoltre i formaggi della Lessinia, tra i quali il famoso Monte Veronese.

formaggio monte veronese
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grappa
LA GRAPPA
Elemento comune, naturalmente il vino, e, autentico cavallo di battaglia delle genti venete, la fantasia. Chi dice vino dice vinacce e quindi grappa, ed in Valpolicella non potevano di certo mancare quelle d'Amarone e di Recioto.
cantina bronzo
Tenuta Faltracco
az.ag.Corte Moschina
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VINO
uva
trabucchi vini

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riso verona

IL RISO VIALONE NANO
Il risotto è il simbolo dei primi piatti della tradizione scaligera. La scelta del riso però non è semplice: ve ne sono, infatti, più di quaranta varietà, ognuna con caratteristiche diverse e, quindi, con un diverso comportamento durante la cottura. Tuttavia, il problema nel veronese è stato risolto da anni, grazie alla presenza in provincia di una varierà che ben si adatta alla preparazione
di risotti tradizionali. Sulla base di una cottura del riso fatta nella doratura di olio, burro, cipolla, con la graduale aggiunta di brodo o con l'immersione nel brodo bollente sino a completa asciugatura, la varietà più apprezzata per il risotto è il Vialone Nano Veronese, in grado di accogliere qualsiasi sugo: dalla morbida polpa di maiale, al succulento brasato, al fresco pisello, ai profumati funghi. Al di fuori dell'area veronese, e parte di quella mantovana, il Vialone Nano però non trovò terreni e acque ideali alla sua produzione. Abbandonato nelle aree risicole italiane il Vialone Nano rimase e creò la sua fama nel veronese. Tutelato da un Consorzio di produttori e risieri, il Vialone Nano Veronese ha ottenuto 1996 il riconoscimento da parte della Comunità Europea di prodotto ad Indicazione Geografica Protetta. La zona di produzione di questa particolare varietà di riso comprende, oltre all'area di coltivazione, anche i territori delle risorgive e dei fontanili da dove si originano le acque per le risaie, e interessa in tutto o in parte, le superfici di ventiquattro comuni: Bovolone, Buttapietra, Casaleone, Cerea, Concamarise, Erbé, Gazzo Veronese, Isola della Scala, Isola Rizza, Mozzecane, Nogara, Nogarole Rocca, Oppeano, Palù, Povegliano Veronese, Ronco all'Adige, Roverchiara, Salizzole, Sanguinetto, San Pietro di Morubio, Sorgà, Trevenzuolo, Vigasio, Zevio.
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IL PANDORO
Il nome pandoro descrive alla perfezione il colore della pasta, il giallo oro, conferitogli dalle uova. Leggero e soffice, come la pasta brioche, ha un sapore delicato e leggermente profumato di vaniglia.
Le caratteristiche che accomunano il pandoro e la "brioche" francese fanno pensare ad origini ben più lontane: la fonte più antica risale addirittura al primo secolo dopo Cristo, ai tempi di Plinio quando si cita un pane preparato con fiori di farina, burro e olio.
Oggi il dolce di Verona è prodotto su scala industriale ed è venduto prevalentemente nei supermercati (circa il 70/80 per cento). Si deve a questa produzione, vasta e qualificata, se da tipico dolce regionale è diventato un prodotto noto in tutto il Paese.

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LA SFOGLIATINA DI VILLAFRANCA

L'inventore della sfogliatina di Villafranca fu Marcello Fantoni, che la fece conoscere a tutto il mondo e prima di tutto agli uomini di cultura che abitualmente riceveva a casa sua. Fantoni e la sua tonda creatura comparvero sui giornali, sulle guide turistiche di Verona e altre città venete. Parteciparono e si distinsero in fiere ed esposizioni vincendo premi e conquistando con la dolcezza e la fragranza mille e mille palati.
Le sfogliatine di Fantoni furono e tuttora sono citate da molti poeti, giornalisti e scrittori.
Renato Simoni (critico teatrale) nel 1906 sul "Canal da la Scala", il giornale umoristico di Verona scrisse "La sfoiadina è tonda per amor di contrasto, essendo nata nella città del Quadrato". Sono imitate da tante pasticcerie a Villafranca di Verona dove è nata, ma l'unica la migliore resta quella del bar Fantoni in Corso Vittorio Emanuele.



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