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IL
TARTUFO
Tra i prodotti diffusi attorno al Lago di Garda
un posto particolare va assegnato all'abbondante e profumatissimo
tartufo. Non si tratta di un fenomeno molto conosciuto
se non nelle cerchie degli intenditori gastronomi e
dei naturalisti, ma la sua presenza è comunque
attestata da documenti a partire dal sedicesimo secolo.
La raccolta del tartufo è disciplinata dalla
legge regionale, che ne stabilisce i tempi e le modalità.
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I FUNGHI
Altra prelibatezza dei boschi sono i funghi,
dai semplici chiodini alla stupenda e gustosissima amanita
caesarea. |
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I
MARRONI
Il castagno era coltivato nel territorio del
Baldo Veronese già nel Medioevo. Le prime testimonianze
scritte risalgono a una pergamena del 1285 ("bosco
cum castagnariis iacente in curia Lubiarae in ora ubi
dicitur castagnarius banconus") ed al documento
del 1352 su una vertenza tra il monastero di S. Anastasia
di Verona e la famiglia Malaspina (oltre a "salgariis,
partegariis et stropegariis" prosperavano anche
"castagnariis"), che attestano la presenza
di castagni nell'attuale territorio di Caprino Veronese.
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| In autunno,
da qualche anno, alcuni ristoranti di San Zeno di Montagna
e Costermano propongono menu a prezzo fisso, a base di
marrone tipico del Monte Baldo in abbinamento con i vini
della zona. |
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GLI
ASPARAGI
Nel mese di maggio a Cavaion e a Rivoli Veronese si
festeggia l'asparago, un prodotto introdotto di recente
e con grande successo nell'agricoltura della zona. La
coltura dell'asparago ha avuto inizio come attività
del tempo libero, necessitando di spazi modesti e di
cure piuttosto limitate. Nonostante la "marginalità"
di questa coltura, il prodotto è qualitativamente
pregiato e, per le caratteristiche del sapore, piuttosto
ricercato da intenditori e buongustai |
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| I
PISELLI
Uno dei prodotti più interessanti della zona
sono i piselli di Colognola ai Colli.
I piselli si prestano alla realizzazione di molte ricette
tipiche tra le quali molto famose sono "Le lasagne
coi bisi" e "Risi e bisi".Il terzo fine
settimana di maggio a Colognola ai Colli si tiene "La
sagra dei piselli" La rilevanza di questo prodotto
nell'economia del paese è testimoniata anche
dalla tradizione carnevalesca che elegge il Re Biso
e la Regina Lasagna tra le sue maschere tipiche. |
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LA
ZUCCA
Diffusa soprattutto nella Bassa e nell’Est veronese,
la zucca è un ortaggio di grandi dimensioni,
caratterizzato da una buccia verde e spessa e da una
polpa di colore giallo intenso. Il sapore è netto
e dolce. E’ ricca di semi che, tostati e salati,
vengono gustati come snack. La zucca,
ricca di vitamina A, potassio e fosforo, è particolarmente
indicata per la preparazione di minestre, risotti, ma
può essere usata anche per preparare gnocchi
o cotta al forno gratinata. |
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| IL
CAVOLO
E’ una produzione tipica della Bassa Veronese
e Castagnaro, il comune che vanta la maggior
produzione a livello nazionale, ha già avviato
le pratiche per l’ottenimento del marchio I.G.P.
Il cavolfiore è un ortaggio
conosciuto fin dall’antichità per le sue
doti terapeutiche: oltre che di sostanze nutritive (vitamina
C, selenio, fibre e potassio) è infatti ricco
di ferro e zolfo che aiutano l’organismo a depurarsi.
Usato per la preparazione di zuppe, minestre di verdure
e risotti, il cavolo può essere gustato crudo
nell’insalata o cotto come contorno per la carne
di maiale: in questo caso va fatto bollire in poca acqua
salata con l’aggiunta di aceto e servito caldo
con burro fuso, pepe e sale. |
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BROCCOLETTI
Nella stagione invernale molto buoni sono i
broccoletti di Custoza, conditi con un filo di olio
di oliva del Garda.
E' una verdura rara e preziosa che cresce sui terreni
aridi e sassosi. A Custoza si comincia a raccogliere
i broccoli verso sant'Antonio Abate. Nella zona di Custoza
i broccoli sono un mito, come il Bianco e il Risorgimento.
Broccoli e ovi duri e brocoli e salame, due piatti molto
semplici ma gustosi. |
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RADICCHIO ROSSO
Il Radicchio Rosso di Verona è un prodotto
tipico della nostra Regione .
Il radicchio rosso è una cicoria e dunque un
nobile parente della pianta, che spontaneamente cresce
lungo i cigli delle strade, colorandoli con l'azzurro
intenso dei suoi fiori.
Quanto alla varietà a foglia rossa, gli esperti
ritengono che sia di lontana origine orientale, introdotte
nei possedimenti di terra della Repubblica di Venezia
nel '400 e dal secolo successivo intensamente coltivata,
specialmente nel Trevigiano.
Il prodotto “Radicchio Rosso di Verona”,
può essere distinto in “tipo precoce”
oppure “tipo tardivo”; il primo ha per caratteristiche
foglie sessili, intere, con margine privo di frastagliature
e piegate a doccia verso l’alto. Favorite dalle
basse temperature invernali esse assumono la tipica
colorazione rosso scuro intensa e, addossandosi le une
alle altre, donno al cespo la forma di tipico grumolo
compatto. La nervatura principale delle foglie, molto
sviluppata, è di colore bianco; per quanto riguarda
il “tipo tardivo”, dopo l’intervento
di forzatura e imbianchimento, le foglie acquisiscono
la tipica croccantezza, con gusto leggermente amarognolo.
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MIELE
Nel territorio della Valpolicella le api non hanno che
l'imbarazzo della scelta fra i fiori necessari per la
creazione del loro nettare. |
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| ANGURIA
Come il melone è una coltivazione diffusa soprattutto
nell’Est e nella Bassa veronese.
E’ il simbolo dell’estate, non c’è
quasi festa paesana che non conti tra i suoi stand gastronomici
la “molonara”, dove vengono servite grosse
fette di anguria. Questo cucurbitaceo, infatti, è
molto dissetante e diuretico, contenendo ben il 95%
acqua, oltre a potassio e protovitamina A.
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MELONE
Insieme alla fragola il Melone Precoce di Verona, costituisce
la principale produzione frutticola della Bassa e dell’Est
veronese e ha conosciuto uno sviluppo qualitativo e
quantitativo di tutto rispetto. Attraversando la campagna
veronese si incontrano infatti distese di coltivazione
di melone sotto serra. Il melone precoce di è
un prodotto apprezzato, radicato al territorio del quale
è anzi una particolare espressione, non di nicchia
estrema ma neppure prodotto in quantità troppo
elevate. Nel panorama produttivo nazionale, la provincia
di Verona rappresenta infatti circa lo 0,2 per cento
della superficie nazionale a meloni in coltivazione
a tutto campo, una percentuale che però sale
al 13 per cento nella coltivazione in serra, che consente
al precoce veronese di essere |
costantemente
presente sui mercati da fine maggio ai primi di luglio.
Il melone ha una polpa carnosa, ricca di succo e un
sapore dolce ben marcato. Va consumato fresco e il suo
sapore viene esaltato dall’abbinamento con il
prosciutto crudo. |
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| KIWI
Un altro frutto che all'origine era considerato esotico
e che attualmente si coltiva molto nella zona da Peschiera
fino alla linea dei fontanili è il kiwi.
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PESCHE
Nella zona alla base delle colline moreniche
che va da Valeggio a Sommacampagna
e nell'alta pianura che va da Villafranca a
Bussolengo il prodotto per eccellenza è
la pesca. La comparsa della pesca sul
territorio risale all'inizio del '900 quando una rete
di canali portò l'acqua dell'Adige ad irrigare
le ghiaiose campagne ad ovest di Verona. |
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| MELE
La coltivazione della mela è molto diffusa in
tutta la provincia di Verona e in particolare nella
zona pianeggiante dell’Est e nella Bassa Veronese.
Il frutto fresco è ricchissimo di vitamine (A
e C), enzimi, lieviti naturali, pectina, zuccheri semplici
come fruttosio e glucosio prontamente assimilabili dall’organismo,
sali minerali, acqua e fibre. Mangiare una mela assicura
un senso di sazietà perché mantiene alto
il tasso glicemico,
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ecco
perché la sua presenza è costante nelle
diete a basso apporto calorico.
La tollerabilità della mela è elevatissima:
non si ha notizia di individui allergici a questo frutto.
Per questo è uno dei primi alimenti nella dieta
delle svezzamento dei neonati. Può avere effetti
diuretici ed antisettici grazie alla elevata quantità
d’acqua contenuta. Anche il succo di mela è
particolarmente gradevole come bevanda, ma rammentate
che quest’ultimo non varrà mai quanto la
mela intera fresca. Alcuni studi hanno accertato la
minore incidenza di raffreddori e malattie alle vie
respiratorie nei consumatori abituali di mele; dunque
il detto popolare “una mela al giorno leva il
medico di torno” acquista nuova, certificata dignità. |
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CILIEGIE
Nel periodo pasquale, centinaia e centinaia
di bianchi ciliegi in fiore su prati verdissimi, annunciano
ogni anno l'inizio della buona e bella stagione.
L'albero di ciliegio ha una accrescimento rapido, ma
non è molto longevo, infatti non supera il secolo
di vita.
Ama il clima temperato ed è molto rustico adattandosi
a vari tipi di terreno, con esclusione di quelli umidi
ed argillosi.
Un'usanza contadina locale ancora diffusa è quella
di porre le ciliegie più corpose "sotto
spirito", nella grappa con dello
zucchero. Vengono consumate dopo qualche mese, meglio
se durante l'inverno, come rimedio dall'azione corroborante.
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I
rossi frutti sono celebrati in giugno a Cazzano di Tramigna,
a Montecchia di Crosara e a San Giovanni Ilarione.
Molto famosa è la "mora di Cazzano",
una delle qualità più apprezzata in tutto
il mondo. |
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| FRAGOLE
Le fragole sono coltivate in tutta la provincia di Verona,
ma in particolare nella zona della Bassa e dell’Est
veronese. Il loro normale periodo di maturazione
va da aprile a giugno, mentre quelle di bosco maturano
tra giugno e luglio. La loro conservazione è
purtroppo limitata, perché frutti facilmente
attaccabili dalla muffa, anche se conservati
in frigorifero.
La fragola era conosciuta e apprezzata fin dai tempi
antichissimi; perfino Virgilio le elogia. La fragola
ha avuto riconoscimenti da parte di medici, erboristi
e naturalisti di ogni tempo: è tra l’altro
ricca di vitamina C. |
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Se
è vero che la fragola era conosciuta fin dai
tempi antichi dobbiamo però arrivare al '700
per trovare negli orti e nei giardini questo frutto,
ingrediente prezioso e prelibato nelle preparazioni
tipiche della cucina di quel tempo. La fragola moderna
ebbe origine in Francia, nel 1766, come incrocio tra
due qualità selvatiche americane, la "Fragaria
Virginiana" degli Stati Uniti orientali e la "Fragaria
Chiloensis" della costa dei Pacifico.
Nuovi cultivar vengono continuamente prodotti e subiscono
continui miglioramenti, sia per le dimensioni che per
quanto riguarda la resistenza alle malattie.
La fragola può essere gustata fresca, tagliata
a pezzi con l’aggiunta di succo di limone e zucchero
o con un po’ di vino, oppure può essere
trasformata in marmellata. |
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